{"id":10320,"date":"2025-05-02T11:50:17","date_gmt":"2025-05-02T09:50:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/?p=10320"},"modified":"2026-03-28T12:40:23","modified_gmt":"2026-03-28T11:40:23","slug":"cercare-linutile","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/?p=10320","title":{"rendered":"Cercare l&#8217;inutile"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Verso la met\u00e0 degli anni \u201960, avevo circa 15 anni, acquistai,\nper la prima volta e con notevole impegno economico, i primi due libri della\nmia vita. Una decisione sofferta ma assolutamente voluta. Due libri che ricoprirono\nil ruolo di pionieri, precursori di una lunga serie e che avrebbero, peraltro,\ninfluito molto sulla mia futura coscienza. Fu una scelta difficile ma\nindovinata. Il primo, scritto da Alessandro Levi, si intitolava \u201c<em>Ricordi dei\nFratelli Rosselli<\/em>\u201d, un libro edito nel 1947 dalla Nuova Italia Editrice di\nFirenze a cura di Piero Calamandrei. Un libro fondamentale, almeno per me, che\navevo raggiunto la licenza media non in una scuola qualsiasi ma proprio presso\nquella storica Scuola Media Statale Fratelli Rosselli, in Borgo San Lorenzo,\nsenza per questo conoscere, non dico a fondo ma nemmeno tanto, cosa\nsignificassero Carlo e Nello Rosselli per il nostro Paese. Col tempo avrei\nimparato a conoscere, e a studiare, anche Piero Calamandrei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">L\u2019altro libro, e veniamo a noi dopo questo breve preambolo\nche non ha niente a che vedere con l\u2019argomento di cui discuteremo, era scritto\nda John Hunt e si intitola \u201cLa conquista dell\u2019Everest\u201d, edito nel 1954. Una\nstoria che mi affascinava e mi avvicinava al mondo dell\u2019alpinismo. D\u2019altronde\nconoscevo gi\u00e0 la Montagna, sciavo dall\u2019et\u00e0 di cinque anni grazie alle\npossibilit\u00e0 economiche di due miei cugini che, ogni domenica o quasi, mi\nportavano sulle nevi dell\u2019Abetone. Quel libro fu, tuttavia, il mio primo passo\nnei confronti di una certa cultura dell\u2019alpinismo anche se negli anni avrei\naccusato pi\u00f9 di un dubbio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Scelsi il libro di Hunt perch\u00e9, certo, l\u2019Everest \u00e8 la\nmontagna pi\u00f9 alta del mondo e conserva quindi un certo fascino ma anche perch\u00e9\nraccontava la storia di un\u2019avventura che, ancora in quel periodo, aveva\nconnotati precisi e cio\u00e8 i tratti fondamentali di un alpinismo di conquista,\nparte integrante di una cultura allora diffusa, che non raffigurava certo\nl\u2019inutile ma qualcosa di rilevante. La cima era l\u2019obiettivo primario, non\nraggiungerla era il simbolo di un certo tipo di fallimento nonostante nessuno\nmettesse in discussione la quantit\u00e0 di sforzi profusi per raggiungerla. Molte\nspedizioni dell\u2019epoca erano finanziate da organi di stato, in molti casi\nattraverso contributi elargiti ai rispettivi club alpini nazionali. Era,\ninsomma, motivo di compiacimento popolare a dimostrazione di un primato\nnazionale visibile. Ancor pi\u00f9 sotto i regimi. Cito, ad esempio, l\u2019incontro\n(1938) che Adolf Hitler volle riservare ai vincitori della parete nord\ndell\u2019Eiger: Heckmair, V\u00f6rg, Kasparek&nbsp;e Harrer: i primi due di nazionalit\u00e0 tedesca\nmentre i secondi erano austriaci. Ma mentre Heckmair, peraltro un alpinista che\nsta nell\u2019Olimpo dei migliori, mantenne le distanze dal nazismo (tanto da essere\nmandato al fronte russo per non essersi inchinato davanti al Fuhrer) cos\u00ec non si\npu\u00f2 dire di Harrer che vest\u00ec la divisa delle SA prima, della SS dopo e fu un\nacceso sostenitore del nazismo e della relativa propaganda. Concludo solo\ndicendo, e non dico niente di nuovo, che per la salita all\u2019Eiger Harrer non\nprese mai il comando della cordata, non si era portato con s\u00e9 nemmeno un paio\ndi ramponi, credo non ne sarebbe nemmeno stato capace. Ironia della sorte vuole\nche dei quattro sia il pi\u00f9 conosciuto e ricordato solo per essere autore di \u201c<em>Sette\nanni in Tibe<\/em>t\u201d. Non dimentichiamo, solo per completare l\u2019argomento, che\nanche altri regimi premiarono qualche alpinista, ad esempio Emilio Comici fu\ninsignito del titolo di Podest\u00e0 di Selva in Val Gardena. Non so quanto ci\ncredesse \u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma torniamo a noi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"213\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/la-conquista-dell-everest-j-hunt-ed-leonardo-da-vinci-1954-1-213x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10331\" srcset=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/la-conquista-dell-everest-j-hunt-ed-leonardo-da-vinci-1954-1-213x300.jpg 213w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/la-conquista-dell-everest-j-hunt-ed-leonardo-da-vinci-1954-1-106x150.jpg 106w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/la-conquista-dell-everest-j-hunt-ed-leonardo-da-vinci-1954-1-768x1083.jpg 768w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/la-conquista-dell-everest-j-hunt-ed-leonardo-da-vinci-1954-1-726x1024.jpg 726w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/la-conquista-dell-everest-j-hunt-ed-leonardo-da-vinci-1954-1.jpg 1062w\" sizes=\"auto, (max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">E torno sul tema dell\u2019Everest e sul significato di \u201ccima\u201d non\ntrascurando il fatto che per tutta una serie di eventi la cima fu raggiunta il\n29 maggio del 1953, solo tre giorni prima che Elisabetta fosse incoronata\nregina d\u2019Inghilterra. Si \u2026 insomma del Commonwealth.&nbsp;Un\nomaggio che pareva avere il sapore del buon auspicio, e lo ha avuto, un dono\nscaramantico fattole dai propri sudditi anche se Edmund Hillary, per quanto\nsuddito, non era proprio inglese, Tenzing Norgay tanto meno. Non \u00e8 finita qua,\nnemmeno sappiamo se fu davvero Hillary il primo a calpestare la cima dell\u2019Everest.\nUna sorta di accordo fra i due ci ha impedito di conoscere questo particolare.\nUn particolare del quale non ci interessa granch\u00e9 eppure, per i tempi, nemmeno\ndi poco conto. Hanno sempre sostenuto di aver raggiunto la cima insieme, a\nbraccetto, come se a quasi 9.000 metri di quota, con un notevole fardello sulle\nspalle e indosso, sia possibile passeggiare a braccetto come facciamo noi sotto\nla Loggia della Signoria. Ma so bene di essere profano in materia e quindi perdonatemi.\nMolti sanno come la penso \u2026 anzi la pensiamo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/427438-300x200.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10325\" srcset=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/427438-300x200.jpeg 300w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/427438-150x100.jpeg 150w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/427438.jpeg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption>Irvine e Mallory<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Mi affascin\u00f2 molto di pi\u00f9, negli anni seguenti, l\u2019incredibile\nstoria di George Mallory. Se per John Hunt la cima non rappresentava l\u2019inutile\nma un obiettivo concreto per Mallory, lui s\u00ec inglese, nato a met\u00e0 strada fra\nManchester e Liverpool, era pi\u00f9 semplicemente il fine del momento. Quando, nel\n1924, lasci\u00f2 il campo del Colle nord insieme ad Andrew Irvine per raggiungerla pens\u00f2\nsicuramente che il sogno si stesse avverando. Purtroppo, non ne sappiamo di\npi\u00f9. Lo stesso Mallory dichiar\u00f2 che, se avesse raggiunto la cima vi avrebbe\nlasciato una foto della moglie. A distanza di trent\u2019anni Hillary disse, e non\npoteva essere diversamente per pi\u00f9 motivi, di non aver trovato alcuna foto\nsulla cima dell\u2019Everest come se una foto potesse resistere per ben trent\u2019anni\nsu una cima di 8.848 metri di altitudine. E se anche l\u2019avesse trovata? Mi piace tuttavia pensare che Mallory quella cima\nl\u2019abbia invece davvero raggiunta con buona pace di tutti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"214\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/2570072293795_0_0_536_0_75-214x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10324\" srcset=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/2570072293795_0_0_536_0_75-214x300.jpg 214w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/2570072293795_0_0_536_0_75-107x150.jpg 107w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/2570072293795_0_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"auto, (max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Nel\n1961 viene dato alle stampe un libro di Lionel Terray intitolato \u201c<em>I\nconquistatori dell\u2019Inutile<\/em>\u201d.&nbsp; In\nItalia arriver\u00e0 molti anni dopo. Un libro, a mio giudizio, monotono eppure\nessenziale in alcune sue espressioni quali: \u201c<em>conquistare l&#8217;inutile \u00e8 l&#8217;apparente dichiarazione di un\nfallimento. Che in realt\u00e0 nasconde il gesto nobile di un agire gratuito,\nlontano dalle logiche quotidiane. Solo grazie a quell&#8217;inutile si pu\u00f2 mettere a\nrischio la vita, si possono affrontare fatiche immani. Si pu\u00f2 arrivare al limite,\nper toccare una cima<\/em>\u201d. \u00c8\nda qui che possiamo comprendere come la cima non sia solo un luogo, per quanto sofferto,\nma l\u2019obiettivo di una vita. Come se la cima, e concordo, non sia solo fine a se\nstessa ma che realizzi in chi la vince un senso alla vita, alle proprie\naspettative, al proprio ego. Una forma di autostima che va oltre la praticit\u00e0\ndella vita, della famiglia, del lavoro. Marco Albino Ferrari scriveva nella\nprefazione al libro in versione italiana: \u201c<em>Quei tipi un po&#8217; boh\u00e9mien\ndall&#8217;aria ispirata come<strong>&nbsp;Lionel Terray<\/strong>&nbsp;non sono matti che mettono\nin gioco la loro vita per il solo gusto del rischio. Sono uomini che fanno\nsognare<\/em>.\u00bb Aveva ragione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Nel settembre del 1972 in Italia accade qualcosa.\nQualcosa che andava a infrangere determinati equilibri, Gian Piero Motti scrive\nsulla Rivista Mensile del CAI un articolo dal titolo \u201c<em>I Falliti<\/em>\u201d. La\nvelocit\u00e0 con cui si passa dai \u201c<em>conquistatori<\/em>\u201d ai \u201c<em>falliti<\/em>\u201d \u00e8\nimprovvisa e inaspettata; eppure, illumina l\u2019ambiente alpinistico con quello\nche sar\u00e0 un movimento chiamato \u201c<em>il Nuovo Mattino<\/em>\u201d, fondato nel 1974, un\nmodo nuovo di interpretare l\u2019alpinismo. Un modo sfacciato rispetto le vecchie\nteorie e la loro retorica compreso il modo di concepire la \u201c<em>cima<\/em>\u201d. Scrive\nEnrico Camanni, scrittore che non ha bisogno di presentazioni, sul periodico\ndel CAI Torino (Monti e Valli) in occasione del quarantennale della morte di\nMotti (22 giugno 2023) che il Nuovo Mattino non nasce solo \u201c<em>ricavando\ndall\u2019alpinismo californiano e dalla mitica via di Harding e Caldwell&nbsp;&#8211; The\nwall of the early morning light&nbsp;(El Capitan, Yosemite, 1970) &#8211; una sorta\ndi legittimazione domestica per rompere con il passato, quanto perch\u00e9 d\u00e0 voce,\nforma e dignit\u00e0 letteraria a un fenomeno che forse, diversamente, si sarebbe\nrisolto in qualche scappatella psichedelica e in una gran bevuta collettiva\u201d. <\/em>Motti si rende\nconto che la ricerca continua di nuove e sempre migliori prestazioni, con tutto\nci\u00f2 che comporta in termini pratici e mentali, \u00e8 causa continua di esasperazione,\nsi rende conto che tutto ci\u00f2 non porta da nessuna parte, che tutto diventa\ninutile. Ecco la parola chiave.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"223\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/GP-Motti-3-1525x2048-223x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10326\" srcset=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/GP-Motti-3-1525x2048-223x300.jpg 223w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/GP-Motti-3-1525x2048-112x150.jpg 112w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/GP-Motti-3-1525x2048-768x1031.jpg 768w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/GP-Motti-3-1525x2048-763x1024.jpg 763w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/GP-Motti-3-1525x2048.jpg 1525w\" sizes=\"auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><figcaption>Gian Piero Motti<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Scriveva Motti: \u201c<em>Molti si illudono di essere\nqualcuno, credono di essere importanti solo perch\u00e9 nell\u2019alpinismo hanno\nraggiunto i vertici<\/em>\u201d senza rendersi conto che \u201c<em>se li inserisci in un\ndifferente contesto sociale [\u2026] li vedi incapaci di sostenere un dialogo\nqualsiasi [\u2026] di intrecciare relazioni umane<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Questo il motivo per cui Camanni prosegue\naffermando come i nuovi arrampicatori chiedessero di \u201c<em>scrollarsi di dosso l\u2019alpinismo eroico ancora ben radicato\nnella tradizione piemontese: per esempio il rito della vetta, e con esso il\nbagaglio di croci e di morti legato alla simbologia sacrificale\ndell\u2019ascensione; oppure l\u2019immagine dell\u2019alpinista duro e invincibile, che\nspesso nella vita urbana e quotidiana si rivela irrealizzato e insicuro<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Toccante il\nricordo che Camanni fa di Motti \u201c<em>Certe volte ci faceva toccare il cielo con\nil pensiero, altre volte aveva la pesantezza dell\u2019uomo inquieto, lacerato, psicologicamente\nfuori misura, anche se conservava sempre la lucidit\u00e0 delle menti superiori<\/em>\u201d.\nPer poi concludere ricordando che \u201c<em>Gian Piero aveva gi\u00e0 programmato la data\ne il luogo in cui morire, nelle sue valli di Lanzo. Il posto lo conosceva fin\nda bambino: aperto e solitario. Quanto al giorno aveva scelto il solstizio\nd\u2019estate, quando il sole sale pi\u00f9 in alto sulla cresta del Bellavarda e la\nnotte \u00e8 pi\u00f9 dolce e breve<\/em>\u201d. Bellissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Non mi spiego come\nLino Fornelli, sempre sulle pagine dello stesso periodico del\nCAI Torino abbia scritto qualche anno fa: \u201c<em>Motti proveniva da una famiglia benestante che gli ha\npermesso di studiare, di formarsi una buona cultura e di godersi il tempo\nlibero, tempo che dopo gli studi dedicher\u00e0 interamente all\u2019alpinismo. Era il\ntipico atteggiamento di un intellettuale che non aveva alcuna esperienza di\nvita, a parte l\u2019alpinismo, che non si rendeva conto di cosa significasse\nlavorare duramente, sin da giovanissimi,&nbsp;e non avere i mezzi per studiare<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Lo stesso Ugo Manera scriveva su Scandere 1989: \u201c<em>Era uno dei pochi giovani che sin dagli anni\n&#8217;60 gi\u00e0 possedeva un\u2019automobile per recarsi in montagna<\/em>. <em>Possedeva\nsempre i migliori materiali, e quando era in giro per arrampicare amava\ntrattarsi bene scegliendo buoni ristoranti per pranzare ed alberghi anzich\u00e9\ncampeggi per dormire<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Non entro nel merito, mi guardo bene dall\u2019esprimere qualunque giudizio.\nMi limito soltanto a domandarmi cosa diavolo c\u2019entri mai la vile moneta con\nl\u2019alpinismo. Se Gian Piero era nato ricco di famiglia beato lui, magari fosse\ncapitato a me. L\u2019alpinismo \u00e8 altra roba \u2026 <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Non ho dubbi che ad influenzare Motti, come gi\u00e0 detto, sia\nstato anche un certo tipo di alpinismo praticato in California di cui Warren\nHarding \u00e8 stato un grande rappresentante e, per molti, un mito. Ne so qualcosa.\nGiuseppe Popi Miotti scrisse, anni fa, a proposito di Warren che \u201c<em>Per\nalcuni di] noi basta quel nome a suscitare emozione. Nei nostri occhi passa un\nlampo d\u2019intesa ed un sorriso malizioso. A volte sbirciando chi ci sta vicino,\ned arrampica, il sorriso diventa complicit\u00e0: noi sappiamo, noi capiamo, noi in\nqualche misura abbiamo condiviso e condividiamo [\u2026] Detto questo, il vecchio\n\u201cBatso\u201d ritorna nelle nostre menti e nei nostri cuori affaticati di montagna,\ndi passioni, di amori e malumori\u2026 di sogni; monumento ribelle contro i\nbenpensanti, le morali e i moralisti, contro tutti i buoni propositi, le chiese\ne le parrocchie, contro i farisei ed i conflitti d\u2019interesse di tasca e di\nspirito. Stella fissa per chi non vuole mollare e crede che ci sia sempre una\nvia d\u2019uscita anche nella situazione pi\u00f9 disperata. Caro Warren, protagonista di\nmonumentali scalate e alluvionali bevute, sei di un\u2019altra epoca, di un\u2019altra\ncultura, ma non fa differenza. Ci insegni la tranquilla, pervicace resistenza\nalla stupidit\u00e0, compresa la nostra, e il tuo messaggio rester\u00e0 per tutti quelli\nche lo vorranno cogliere\u201d. <\/em>Proprio quello che avrei voluto scrivere io \u2026. se ne\nfossi stato capace.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"563\" src=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/78982.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10328\" srcset=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/78982.jpg 1000w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/78982-150x84.jpg 150w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/78982-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/78982-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption>Warren Harding<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color wp-block-paragraph\">Concludo\nquesto viaggio nell\u2019inutile, compreso quanto ho scritto, con una frase di\nJean-Paul Sartre: \u201c<em>Qu<\/em><em>ando l&#8217;uomo capisce che \u00e8 inutile\nvoler capire, ha capito tutto ci\u00f2 che vale la pena di capire<\/em>\u201d. Maestro del relativismo e cio\u00e8 di quella dottrina\nfilosofica che nega l\u2019esistenza di verit\u00e0 assolute sembrava ricordarci come\nanche nell\u2019alpinismo e nella ricerca dell\u2019inutile vi fosse una buona dose di\ncomponente integrante della persona singola.<\/p>\n\n<!-- Share-Widget Button BEGIN -->\n<a href=\"javascript:void(0);\" myshare_id=\"mys_shareit\" myshare_url=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/?p=10320\" myshare_title=\"Cercare l&#8217;inutile\" rel=\"nofollow\" onclick=\" return false;\" style=\"text-decoration:none; color:#000000; font-size:11px; line-height:20px;\">\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/wp-content\/plugins\/share-widget\/img\/share-button-black-small.png\" height=\"20\" alt=\"Share\" style=\"border:0\"\/><\/a>\n<script type=\"text\/javascript\">\n<!--\nvar _myssmw=true;\n\n\/\/-->\n<\/script>\n<!-- Share-Widget Button END -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verso la met\u00e0 degli anni \u201960, avevo circa 15 anni, acquistai, per la prima volta e con notevole impegno economico, i primi due libri della mia vita. Una decisione sofferta ma assolutamente voluta. Due libri che ricoprirono il ruolo di pionieri, precursori di una lunga serie e che avrebbero, peraltro, influito molto sulla mia futura <a class=\"read-more\" href=\"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/?p=10320\">Read More<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10321,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-10320","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10320","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10320"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10320\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10332,"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10320\/revisions\/10332"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10321"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.obiettivomontagna.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}