Camp Four, un nome da leggenda (di Roberto Masoni)

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Tutte le immagini sono tratte da “Yosemite in the sixties” edito da Patagonia (foto Glen Denny)

 

Vi sono prodotti nel nostro settore il cui nome tende talvolta ad essere sconosciuto e tuttavia per più motivi significativo. E’ il caso di Camp Four di Five Ten. Una scarpa da approach che porta il nome di un luogo divenuto leggenda, un nome entrato di diritto a far parte della storia dell’arrampicata californiana.

Ma cos’era Camp Four? Per tracciarne un breve profilo è inevitabile risalire agli albori dell’arrampicata californiana. Per certi versi un romanzo i cui protagonisti nascono dal desiderio ambientalista di John Muir, cittadino scozzese naturalizzato statunitense, e da John Salathè, primo grande alpinista californiano, anche se originario della Svizzera, morto purtroppo con gravi problemi mentali. Ma è proprio a Salathè che dobbiamo l’esplorazione e la scoperta alpinistica della Yosemite Valley in California. Valle magica, oggi Parco Nazionale, valle circondata da grandi pareti di granito: El Capitan, Half Dome, Cathedral Rock ma anche guglie incredibili come Lost Arrow e Sentinel Rock. Un paradiso..

Qui sono nati i più grandi talenti dell’arrampicata americana. Da Warren Harding a Royal Robbins, da Yvon Chouinard a Glenn Denny, da Tom Frost a Jim Bridwell. Ed è qui, in Yosemite, che i nostri si accampavano e si ritrovavano ai piedi del El Capitan in un luogo poi chiamato Camp Four. Un campo, un campeggio, un luogo di incontro e di esperienze da dove partire per grandi imprese. Un luogo dove vigeva la regola di grandi sbronze, grandi serate, libertà allo stato puro. A Camp Four si faceva di tutto: si dormiva, si mangiava, si ballava, si sentiva musica, si rifletteva sui problemi che scaturivano da quelle grandi pareti, si faceva boulder, talvolta a Camp Four ci si sposava.

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Giuseppe “Popi” Miotti ha scritto qualcosa che resterà scolpito nella nostra immaginazione. Parlando di Warren Harding è riuscito a scolpire non solo l’immagine del grande Warren ma anche quella di Camp Four: “Caro Warren, protagonista di monumentali scalate e alluvionali bevute, sei di un’altra epoca, di un’altra cultura ma per molti di noi questo non fa differenza. Ci insegni la tranquilla, pervicace resistenza alla stupidità, compresa la nostra, e il tuo messaggio resterà per tutti quelli che lo vorranno cogliere.” Anche questo era Camp Four….

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Camp Four esiste ancora. E’ divenuto un luogo turistico, ancora bellissimo ma senza anima. Degli alpinisti che lo frequentarono, e sono molti, ricordo Harding che aprì nel 1959 una via da leggenda, quella via del  “Nose” a El Capitan ancora oggi un mito. Yvon Chouinard che è stato fondatore di Chouinard Equipment, oggi più conosciuta come Black Diamond Equipment, e ancora titolare di Patagonia, la più nota fabbrica di abbigliamento da montagna del mondo. Un nome legato alla storica “via dei Californiani” al Fitz Roy in Patagonia. Una via aperta non solo da Chouinard ma anche da Douglas Tompkins, fondatore di The North Face ed Esprit. A Camp Four hanno soggiornato Royal Robbins, oggi titolare della Royal Robbins Outdoor, alpinista completo ricordato in Europa per aver aperto la Diretta con Gary Hemming e la Direttissima con John Harlin al Dru nel Gruppo del Monte Bianco. E poi tanti altri, assolutamente grandiosi come Tom Frost, Chuck Pratt, Tom Higgins, Wayne Merry, Galen Rowell, Steve Roper, Don Wilson, Pat Ament, Charlie Porter, Layton Kor, Allen Steck, Dean Caldwell … potrei seguitare. E’ stato un ventennio di grandi alpinisti, qualcosa di straordinario ….

Roberto Masoni

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